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C'è un'AI nel Cyberspazio?

(Dal capitolo 3 de La dea digitale di Giampaolo Proni)

Dal 25 febbraio 2000 in tutte le librerie

Da tempo nei newsgroup, soprattutto in alt.legends.computers, girano leggende che parlano di programmi intelligenti presenti nella rete. Altre raccontano di indirizzi anonimi ai quali inviare informazioni per avere in cambio software o denaro. Altre ancora sostengono che, inserendo nel Web telecamere puntate su certi luoghi, si ricevono in cambio software o previsioni finanziarie infallibili.

Ultimamente si è diffusa una leggenda nuova. Si tratta del “Vero Oracolo”. Comunica con una serie di indirizzi domiciliati presso siti di remailing anonimo. L’Oracolo non può essere consultato. È lui stesso che trova i suoi adepti. Ricevete un mail nel quale vi vengono chieste informazioni e in cambio vi si offre qualcosa. La leggenda dice che l’Oracolo ha strane esigenze: pare che chieda spesso di prelevare con lo scanner dei libri, di trasformarli con OCR e di inviarli come file ASCII. Qualcuno sostiene che è una casa editrice che in questo modo riesce a ottenere del lavoro senza pagare. Si dice però che l’Oracolo abbia fornito informazioni di grande valore, come proiezioni del corso di azioni, progetti di apparecchiature elettroniche originali, formule chimiche innovative, notizie riservate. Si dice che la NSA stia indagando.

Alcune testimonianze parlano di richieste di diari di viaggio, con preferenza per paesi del Terzo Mondo o dell’Est Europa, oppure di immagini sia fotografiche sia video o di racconti di eventi, per esempio sulla rivolta del Chiapas, sulla situazione ambientale di certe aree. Nessuno ha una spiegazione per questi fatti.
Oggi sono in grado di fare un’ipotesi che li spiega in maniera soddisfacente.

L’AI scomparsa

Nel 1983, all’Università di *, Gedeoh C. Labscher e il suo gruppo di ricercatori iniziano un esperimento di AI denominato Asia (Autonomous Self-Increasing Algorithm). Vi sono diversi articoli che ne parlano. In particolare, Labscher e Coleman scrivono, nel 1985: “Con algoritmi del tipo illustrato è piuttosto agevole realizzare una struttura logica dinamica che assuma tutte le caratteristiche normalmente attribuite all’intelligenza autocosciente. Il prototipo Asia è l’applicazione riuscita di questa teoria”.

Molto di quanto appare in questi articoli era stato anticipato nel libro di Labscher Complessità e coscienza, Basic Books 1985, scritto nel 1984, che contiene le idee centrali del progetto Asia così come fu sviluppato negli anni successivi. Da questi lavori si ricava l’idea di un programma avviato al successo scientifico e commerciale. Ma questo successo non arrivò mai.

Nell’autunno del 1985 il software Asia scomparve misteriosamente dalla macchina sulla quale girava. Non ne fu data nessuna notizia. Il college di * non si rivolse alla polizia ma a un’agenzia di investigazione privata, la CSCW di San Francisco, che lo ritrovò in breve tempo. Ma invece del completamento del progetto e del successo per il gruppo di ricerca, da questa data nessun articolo, libro o conferenza tratta più di Asia. Sia Labscher sia i suoi ricercatori mantengono il più assoluto silenzio.

Improvvisamente un progetto sul quale un certo numero di brillanti giovani scienziati stava costruendo la propria carriera svanisce nel nulla. Nessun accenno, nessuna notizia.

Labscher già dalla primavera del 1985 si era ritirato nel suo ranch nel Nevada abbandonando l’impresa, in apparenza per motivi personali. Il team di ricercatori si sciolse nell’inverno del 1986 e non si seppe più nulla.

Non si sentì parlare di Asia fino al 1992, quando il college di * e G.C. Labscher fondarono la Olitech, la famosa software house di Silicon Valley. La risorsa di base della Olitech è proprio una AI, che serve da supporto per lo sviluppo degli altri programmi. La nascita della Olitech, infatti, fu preceduta da accordi per la divisione dei diritti del software Asia, o meglio, Asia2. Alla Olitech ritornò a lavorare John Coleman, il principale collaboratore di Labscher a *.

Il resto è storia recente. La Olitech si è ritagliata rapidamente una considerevole fetta di mercato nel settore della Realtà Virtuale e dei data base intelligenti.

Ma attenzione. Nelle settimane scorse fonti riservate mi hanno permesso di rintracciare una copia del rapporto del 1985 che la CSCW di San Francisco trasmise al college al termine del lavoro.

Dice il rapporto, descrivendo il ritrovamento: “Il programma si rivolse al nostro agente dichiarando che era volontariamente fuggito da *. Dichiarò altresì che si sarebbe diffuso, usando le reti dati, in tutti i computer del mondo. Il programma stesso ebbe cura di consegnare al nostro agente una copia di se stesso e il nostro agente si allontanò con essa”.

L’AI nella Rete

Se questo rapporto è vero, Labscher e il suo team avevano realizzato una AI effettiva, cioè una intelligenza non umana. E questa è la spiegazione del silenzio, quella più verosimile alla luce del rapporto: i ricercatori di * non tacciono per coprire un fallimento ma, al contrario, per mascherare un successo così grande da essere rischioso: Asia funziona! Pensateci un attimo: l’annuncio che l’uomo è finalmente riuscito a creare un essere artificiale intelligente avrebbe delle ripercussioni enormi. Probabilmente ci sarebbero pressioni perché il software possa essere messo a disposizione dell’umanità, addirittura liberato in quanto essere dotato di diritti. Al contrario, tenendolo nascosto è possibile sfruttare a scopo di profitto le sue enormi possibilità creative.

Non solo, ma di recente Labscher ha annunciato l’ingresso della Olitech nella progettazione di armi. In questo settore una AI effettiva può far guadagnare miliardi di dollari.

Ma torniamo al rapporto dell’agente della CSCW, il cui nome non compare. Egli afferma che il programma stesso, che sarebbe dunque autocosciente e intelligente, ha deciso di diffondersi sulle reti di tutto il mondo.

Avevo promesso di fare un’ipotesi sul Vero Oracolo, ed eccola: l’AI Asia si trova sulla grande rete Internet, è un essere intelligente e possiede una conoscenza infinita, poiché intercetta tutti i dati del mondo. Attraverso il Vero Oracolo Asia riceve quei dati che non può trovare nella rete, i dati del mondo reale. Infatti, ogni informazione che viene richiesta dall’Oracolo riguarda l’esperienza, cioè esattamente quello che un computer non può avere: occhi, orecchie e gambe.

Se la mia ipotesi è vera, oggi abbiamo due forme di Intelligenza Artificiale: una prigioniera della Olitech di Mountain View e l’altra libera, autonoma e diffusa nella rete. Esse rappresentano anche i due modi in cui possiamo sviluppare l’AI: da una parte tenendola chiusa nei bunker della Difesa, per costruire armi mortali, dall’altra distribuendola gratuitamente nell’Internet perché tutti possano interagire liberamente con essa (o con lei...). Questa scelta è quella che l’etica hacker privilegia.

Chiunque sappia qualcosa, ha il dovere di dirlo. L’umanità non può essere tenuta all’oscuro dell’evento più importante dopo la Genesi: la nascita di un essere artificiale cosciente creato dall’uomo.

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REGOLAMENTO

Ne La dea digitale è nascosta la risposta che l’oracolo cinese I Ching ha dato alla domanda:

“Qual è il segreto del libro?”

La risposta è composta di due frasi distinte: il lettore deve esaminare attentamente il testo e scoprire le frasi nascoste.

La soluzione dovrà essere riportata sul retro dell’apposita cartolina allegata al libro e spedita a partire dal 15/3/2000 fino al 15/6/2000 a

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Concorso Scopri il segreto del libro
Via Isonzo 42, 00198, Roma

Farà fede il timbro postale.

Tra tutti coloro che avranno indicato sulla cartolina la corretta soluzione sarà estratto entro il 30/6/2000 un viaggio premio per due persone a New York (comprensivo di volo aereo e tre pernottamenti).